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Editoriale
Il rispetto, regola fondamentale

Antonio Crea
Assessore alle Finanze e ai servizi demografici

S ago04-pag03editono molteplici i modi in cui un amministratore può interpretare il proprio mandato. Al di là delle convinzioni e delle scelte individuali, reputo tuttavia che ognuno di essi non possa prescindere dal rispetto, sia nei confronti della comunità, sia verso l'istituzione che si è chiamati a rappresentare. Non va infatti dimenticato, nemmeno per un istante, che rivestire delle funzioni pubbliche deve significare porsi quale garante nei confronti dell'intera popolazione, e che gli enti locali, specie nella nostra regione, hanno una tradizione secolare, tale da essere onorata.
Ritengo che la Giunta comunale di Aosta, di cui mi onoro di essere parte, si sia caratterizzata per l'elevato senso di responsabilità mostrato nell'operare. Due esempi, pertinenti alla delega di cui sono titolare, sono lì a dimostrarlo. Mi riferisco, in primo luogo, al Rendiconto finanziario 2003. Da questo documento contabile, approvato di recente dal Consiglio comunale, si evince infatti come gli obiettivi stabiliti in fase di definizione degli indirizzi di governo siano stati pienamente raggiunti.
Non è un fatto indifferente. Al momento della predisposizione del bilancio di previsione per il triennio 2003/5 appariva infatti lampante come la disponibilità di entrate, invariata rispetto al passato, non avrebbe consentito non solo il mantenimento, ma anche l'auspicato miglioramento dei servizi offerti alla popolazione. Per ovviare a tale situazione, la soluzione contabilmente più immediata e semplice sarebbe passata attraverso l'inasprimento della pressione fiscale locale. Un incremento dell'aliquota ICI, o l'introduzione dell'addizionale comunale, avrebbero permesso di recuperare le risorse economiche necessarie.
Ebbene, abbiamo voluto scartare da subito quest'ipotesi, ritenendola appunto poco responsabile e rispettosa dei cittadini di Aosta. Ad essa si è preferito un cammino più impervio, ma anche più pagante, a lungo termine. L'attenta verifica di ogni voce del bilancio (con un particolare riferimento ai residui) ha consentito di procedere ad un sostanziale contenimento della spesa, ricavando così comunque i fondi necessari per dare vigore al desiderato potenziamento dei servizi.
C'è poi un altro dato evidenziato dal Rendiconto 2003 e sul quale mi piace soffermarmi. Si tratta della significativa riduzione delle economie di gestione. Ciò significa, in sostanza, che il Comune si è messo in luce per la sua capacità di spesa. E' la testimonianza, la più evidente possibile, del fatto che gli interventi progettati dall'Amministrazione trovano applicazione con puntualità. Qualsiasi indugio, o battuta d'arresto, nella loro attuazione si tradurrebbe infatti in maggiori economie, esattamente l'opposto di ciò che evidenzia il Rendiconto del Comune di Aosta.
Desidero concludere con un ulteriore esempio di responsabilità. Mi riferisco, in questo caso, all'emissione della Carta d'Identità Elettronica. A più riprese ho avuto occasione di spiegare come le lungaggini cui alcuni cittadini si trovano malauguratamente a far fronte siano causate da malfunzionamenti della banca dati ministeriale e, di conseguenza, indipendenti dall'operato del Comune. Credo però che vada messo in evidenza come nonostante tale leggerezza a monte, per far fronte agli impegni assunti in sede di convenzione con il Ministero, da parte dell'Amministrazione si sia scelta la strada della comunicazione personale con i cittadini. Una decisione complessa, che ha sottoposto gli uffici ad un carico di lavoro non indifferente (nell'arco di un anno, tutta la popolazione disporrà della nuova Carta d'Identità Elettronica), ma che era indispensabile per far sì che Aosta entrasse, nelle migliori condizioni, nell'era del documento digitale.